Atalanta – pesa la decisione del giudice sportivo: non è finita qui

Dopo la multa di ottomila euro comminata alla società per i cori rivolti ai giocatori del Napoli, il caso resta aperto: ecco cosa è accaduto dopo la decisione del Giudice Sportivo.

Il Giudice Sportivo ha preso una decisione sui cori rivolti ai giocatori del Napoli al Gewiss Stadium di Bergamo.

 

Giampiero Gasperini, allenatore Atalanta - credits: Getty Images. Il Calcio Magazine
Giampiero Gasperini, allenatore dell’Atalanta – [credits: Getty Images] – Il Calcio Magazine
Il Giudice Sportivo ha fatto presente una nuova richiesta dopo l’episodio avvenuto al termine di Atalanta-Napoli con protagonisti due giocatori partenopei, presi di mira da alcuni sostenitori dagli spalti. Ecco il punto della situazione.

Atalanta-Napoli, i cori razzisti e la dura presa di posizione

Nello scorso turno di campionato Atalanta e Napoli si sono sfidate al Gewiss Stadium di Bergamo. Il match è stato vinto dai partenopei per 3-1: un risultato che li avvicina alla vetta della classifica, complice anche il pareggio del Milan contro il Bologna. Tuttavia, quella che per il Napoli doveva essere una vittoria da incorniciare si è in parte rovinata. A far parlare sono stati gli insulti provenienti dagli spalti rivolti a due giocatori partenopei.

Kalidou Koulibaly, attaccante del Napoli [credit: AnsaFoto] – Il Calcio Magazine
I destinatari degli insulti: Koulibaly e Anguissa. Il caso è stato portato sul tavolo della Procura Generale, che ha emesso un comunicato per definire il da farsi. A pronunciarsi è stato anche il Senegal, di cui Koulibaly è capitano. La nazionale senegalese ha difeso il suo attaccante, asserendo che i tifosi in questione non devono più entrare allo stadio. Il Giudice Sportivo ha richiesto la collaborazione del club bergamasco, che subito dopo il match si è chiaramente schierato contro quanto accaduto.

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Non basta l’ammenda, ecco cosa sta accadendo nelle ultime ore

Nelle ultime ore, il Giudice Sportivo ha richiesto un supplemento d’indagine nei confronti dell’Atalanta. La società è stata coinvolta direttamente nel caso per trovare i responsabili dell’atto discriminatorio. La dirigenza della Dea si era schierata contro quanto accaduto subito dopo il match, asserendo che ogni comportamento che ostacola i principi di civiltà verrà osteggiato con forza dalla società.

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Il club ha inoltre dichiarato la massima collaborazione con chi di dovere, perché non ha alcuna intenzione di dare visibilità a soggetti che non hanno nulla a che fare con l’ambiente bergamasco. Dichiara, dunque, che agirà nelle sedi competenti per tutelare l’immagine del club e della città di Bergamo.