Sacchi al veleno contro tutti: “Troppi favoritismi”, le parole sul figlio di Ancelotti lasciano a bocca aperta

L’ex allenatore del Milan non ci sta e fa scaturire una polemica che divide in due il mondo del calcio.

Aspra polemica messa in piedi da parte dell’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi. Il mondo del calcio è diviso.

 

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan - credits: Ansa Foto. Il Calcio Magazine
Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan – credits: Ansa Foto. Il Calcio Magazine

Il problema è scaturito da una nuova regola relativa al corso di Coverciano per allenatori secondo cui chi vuole ottenere il patentino da allenatore di Prima Categoria UEFA Pro deve aver giocato un certo numero di partite in Serie A, Serie B o Nazionale. Una regola scioccante secondo Sacchi, che non le manda a dire e commenta aspramente la cosa.

“È una situazione ridicola ed ingiusta. Per essere un bravo fantino devo essere stato un cavallo? Io non ho mai giocato oltre la quarta categoria eppure ho fatto onore al calcio italiano. Sento uno sgradevole puzzo del clientelismo, cose tipicamente italiane, bisogna liberalizzare”

Sulla panchina del Milan Sacchi ha vinto, tra le altre cose, due Champions League e due campionati di Serie A, risultando uno dei migliori allenatori di una delle migliori squadre della storia del calcio italiano e mondiale.

L’analisi di Sacchi continua, analizzando altri suoi colleghi che condividono esperienze simili: “Non mi risulta che Zaccheroni, Zeman, Mourinho, Eriksson o Klopp siano stati giocatori di alto livello, eppure sono grandi allenatori”

Altro esempio portato dall’ex tecnico è quello del Real Madrid e del figlio di Ancelotti: “Davide Ancelotti non è stato ammesso a Coverciano perché non ha mai giocato in A e B, eppure è da diversi anni che fa il secondo di suo padre e mi sembra abbia contribuito non poco ai successi del Real Madrid. È dovuto andare in Scozia per avere il patentino UEFA Pro, non è una cosa normale”.

Carlo Ancelotti con il figlio Davide sulla panchina del Real Madrid - credits: Ansa Foto. Il Calcio Magazine
Carlo Ancelotti con il figlio Davide sulla panchina del Real Madrid – credits: Ansa Foto. Il Calcio Magazine

La risposta del presidente alimenta la polemica

Anche Alberto Zaccheroni sta con Sacchi: “C’è poca meritocrazia, lo fanno per aiutare i giocatori. Stiamo tornando indietro invece di andare avanti, c’è bisogno di nuove idee ed è giusto concedere fiducia a chi le ha. Forse si teme che gli ex calciatori non trovino lavoro”

Dopo le parole di Sacchi e Zaccheroni è arrivata puntuale la risposta del presidente del settore tecnico della FIGC Demetrio Albertini, ex calciatore che è stato anche allenato proprio dai due tecnici, giocando 88 partite sotto Zaccheroni e 25 sotto Sacchi, che non accetta le critiche mosse: “Sono parole antiche,  superficiali e senza approfondimento, mi dispiace sentirle. Sto lavorando per migliorare il futuro. Lo sport mi ha insegnato che la meritocrazia vince sempre, e non c’è scritto da nessuna parte che un buon calciatore diventerà un buon allenatore. Qui parliamo dei criteri di ammissione, che sono migliorabili ma discutibili. L’Italia ha ben sei tecnici di Serie A che non sono calciatori, è seconda solo alla Germania”.